thy Turrican

 

 quasi Tutto quel che si sa di thy Turrican

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CHI E' THY TURRICAN

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RACCONTI E POESIE

  • CURRICULUM
    UNA VITA (non troppo) SPERICOLATA
     

  • TELEMATICA
    IL MILAN CLUB TELEMATICO IN VIDEOTEL (roba d'archeologia o quasi)
     

  • SOTTOVOCE
    PERIODICO DELLE OPINIONI, DALLA CARTA AD INTERNET PASSANDO PER LE BBS

«Curriculum»

Mi chiamo Antonio Riccobon, sono nato il 5 aprile 1943, sono sposato e ho due figli. Sono diplomato in Ragioneria e sono stato iscritto all'Ordine dei Giornalisti, Elenco Pubblicisti dal 1985 al 2011.

Sono entrato nel mondo del lavoro come apprendista orologiaio nel 1960 poi, dopo il servizio militare (sergente istruttore alla Scuola ASC di Fanteria di Spoleto - 1967-68) sono stato dimafonista (cioé addetto alla ricezione delle notizie che registravo in cabina e ribattevo a macchina per la Redazione) a "La Notte" (dal 1968 al 73) e a "La Gazzetta dello Sport" (fino al 77) quando sono passato in Segreteria di Redazione dove sono rimasto fino al "prepensionamento" nel novembre del 1996.

Ho iniziato la "carriera giornalistica" nel 1979 quasi per caso: un conoscente aveva bisogno di "qualcuno su Milano" e mi sono proposto. Ho quindi iniziato a collaborare con una "rivista di settore", "Ceramica per l'edilizia" della Faenza Editrice. Ho poi via via allargato le collaborazioni ad altre riviste dello stesso editore ("La Ceramica Moderna", "Bagno e Accessori", "Vetro Informazione", "Vivere Meglio", "Elettronica Viva" ed "Emilia e Romagna Vini").

Nel 1981 ho collaborato con "Il Giorno Casa", inserto settimanale del quotidiano "Il Giorno" e con "La Gazzetta di Mantova".

Dal 1984 al 1986 sono stato corrispondente sportivo del quotidiano di Firenze "La Città". Dal 1985 (lasciata la "Faenza") al 1990 ho collaborato con le riviste "Tuttocasalinghi" e "Giornale degli Apparecchi Domestici", del "Gruppo Editoriale Stammer".

Dal giugno 1985 al giugno 1987 sono stato redattore nel settimanale locale "La Gazzetta della Martesana", con la responsabilità di alcune pagine; ho poi fatto solo collaborazioni esterne, occupandomi di sport, cultura locale, spettacoli, giochi e curiosità varie, fino alla fine del 1990.

Dall'aprile 1987 al giugno 1988 ho collaborato alla realizzazione del trimestrale d'informazione comunale "Pessano con Bornago Notizie"; per lo stesso comune - nel quale risiedo dal 1984; prima abitavo a Milano - ho realizzato opuscoli e svolto mansioni di addetto stampa in un paio di occasioni.

Dal maggio 1987 al 1992 ho collaborato con l'Ufficio Stampa del MACEF (Fieramilano) per la stesura dei comunicati riguardanti i settori dei Piccoli Elettrodomestici, Pentolame e Posateria, Cristallerie e Ceramiche.

Dal dicembre 1989 al maggio 1990 sono stato corrispondente del quotidiano locale "Brianza Oggi", per la zona della Martesana.

Ho anche fatto una breve collaborazione (1977-81) come disegnatore per "La Gazzetta dello Sport" sulle cui pagine ho avuto modo di fare anche delle sporadiche apparizioni con miei articoli, spesso firmati con lo pseudonimo Orlando Ronchetti (fino alla pensione).

Tralasciando altre collaborazioni varie, come quella con "La Filanda" (periodico del comune di Pessano con Bornago) della quale non ricordo le date, ma durata circa 2 anni, le cose più significative che sto facendo al momento di aggiornare il sito sono la mia presenza nel Direttivo dell'Associazione Pensionati di Pessano con Bornago, per la quale curo anche il sito internet; ho fondato il 28 ottobre 1997 un'Associazione di Giochi di Ruolo, AltroQuando, nel frattempo defunta; ho collaborato con l'ETSI (ente turistico della CISL) dal 1997 al 2013: ho collaborato (giornalisticamente) con un'azienda di consulenza informatica (QSD Sistemi) e sono volontario in Croce Bianca Carugate.

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«La telematica»

Le mie esperienze telematiche sono iniziate attorno al 1984 con il Videotel, al quale mi collegavo con il Commodore 64 e l'Adattatore Telematico Commodore: la più significativa è stata la breve avventura del "Milan Club Telematico" (dall'ottobre del 1988 alla fine del 90): un'operazione non inventata da me ma da un giovane tifoso milanista bolognese, Carlo Giorgi, al quale mi sono unito, però, fin dalle prime battute, in qualità di addetto stampa, grazie al fatto di essere giornalista pubblicista, ma soprattutto perché, lavorando in un giornale sportivo avevo possibilità troppo interessanti per un simile club.

Nel "Milan Club Telematico" (che ha tentato invano di avere un riconoscimento ufficiale dalla squadra e/o dall'associazione dei Milan Club, anche se il mensile "Forza Milan" ci aveva dedicato un servizio nel novembre 1988) ho tenuto una mia rubrica di 4 pagine, tra quelle messe gratuitamente a disposizione dal "fornitore d'informazioni" SELENE alla pagina *82112#, nelle quali davo tra le 23 e le 24 della domenica (o del mercoledì nei casi di incontri infrasettimanali), con il consenso della Direzione del mio giornale, i titoli e i principali sommari che riguardavano il Milan che il giornale avrebbe pubblicato il giorno seguente.

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«SottoVoce»

Un'altra significativa esperienza telematica é stata quella della direzione di "SottoVoce" alla quale ero arrivato ancora una volta per caso (è la storia della mia vita): nel 1994 ho finalmente fatto il gran salto passando dal Commodre 64 al PC vero e proprio, con modem. La prima BBS alla quale mi sono collegato è stata Freebook, editore telematico del quale avevo parlato in un servizio giornalistico per non ricordo chi. Qui avevo trovato, tra l'altro, il "Corriere Telematico" (diretto da The Spy).

Per mettersi in contatto con il "CT" bisognava "lasciare un messaggio" su Rendez Vous BBS (sysop Malko Linge).

Mi sono collegato, iscritto all'Associazione Telematica - è allora che è nato thy Turrican - ed ho iniziato il mio viaggio nel meraviglioso mondo delle BBS e della telematica amatoriale, che mi ha portato qui (per ora; domani, chissà?). Ho anche collaborato per un po' con il CT.

In RV ho conosciuto un sacco di gente simpatica e tra gli altri Gianluca Neri (che in RV si faceva chiamare Runaway), che aveva avviato la nascita di un periodico che originariamente avrebbe dovuto essere cartaceo, "SottoVoce", del quale era di fatto non solo l'ideatore e l'ispiratore ma la vera e propria anima. Essendo il giornalista del "mucchio" è stato logico affidarmene la direzione.

Abbiamo così fatto il nostro numero zero cartaceo, rimasto al palo assieme alla maggior parte della redazione. Ci siamo quindi messi a farlo in versione ASCI (prelevabile in BBS) e in versione multimediale (con Neobook) ed una in Internet, ospitata gratuitamente prima nel sito della Città Invisibile poi in quello di Clarence.

"SottoVoce" era nato come cassa di risonanza delle enormi potenzialità culturali offerte dalla telematica amatoriale, quel crogiolo di idee rappresentato dall'intrecciarsi di messaggi nelle varie aree delle BBS, prima, e nei Newsgroup di Internet, piú recentemente.

Con "SottoVoce" non rincorrevamo la cronaca, ma le idee: però non era un giornale d'opinione, bensì "DI opinioni". Invece che "di parte", insomma, "di più parti". In genere, infatti, cercavamo di fare in modo che qualsiasi articolo d'opinione pubblicato avesse al suo fianco almeno il punto di vista di una controparte, in modo che il lettore fosse in grado di "costruirsi" da solo un'idea, mediante il confronto.

Tramite un'area echo legata a un gran numero di BBS che avevano aderito in tutta Italia o via mail tutti ci potevano inviare articoli, commenti, suggerimenti, proposte e critiche ma, soprattutto, si poteva ribattere ad un articolo che non aveva incontrato il proprio favore.

Ho lasciato la direzione e il giornale per dissapori con la Redazione, nel novembre 1997.

Il periodico ha vivacchiato un poco e stava per spegnersi quando alla fine del 1998, assieme a Sergio Mauri, (Ringo, sysop di PeacePoint BBS, una BBs legata al circuito PeacePoint Telematica per la Pace), che come me era dispiaciuto di vedere morire una così bella idea ci siamo rimessi a farlo, questa volta in un sito proprio.

Ho lasciato di nuovo e definitivamente (luglio 1999) la Direzione di SottoVoce nelle mani dell'ottimo Ringo sia per problemi personali che mi impedivano di essere sufficientemente presente, sia per l'impostazione che stava prendendo che ne ha fatto, secondo me, da un periodico d'opinioni un periodico di una sola opinione.

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